Cultura e Spettacoli

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Arte

Apprezzata la mostra "Umoristica Scholastica"

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DOMENICA 23 FEBBRAIO SI E' CHIUSA LA MOSTRA, APPREZZAMENTO UNANIME DEL PUBBLICO, PER I CONTENUTI E P

Lunedì, 24 Febbraio 2014 Commenti

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Venerdì in piazza Ferretto a Mestre torna il "Fes

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Sarà la band inglese dei “Blue” l’ospite d’onore della tappa mestrina del “Festival Show”, che si te

Martedì, 20 Agosto 2013 Commenti

Cultura

Realizzato un nuovo archivio comunale a Zerman

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Si sono da poco concluse le operazioni di trasloco di tutti i documenti (edilizia privata e parte ge

Martedì, 6 Agosto 2013 Commenti

Mostra del Cinema di Venezia

Al maestro del cinema italiano Ettore Scola il p

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La Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre annunciano che è stato attribuito al maestro del cinema i

Giovedì, 22 Agosto 2013 Commenti

Biologia – Lezioni di vita

Biologia: Pierre Joliot

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Venerdì 17 maggio 2013, presso l'auditorium del Liceo Berto di Mogliano Veneto, si è svolto l'ultim

Giovedì, 16 Maggio 2013 Commenti

All’Arena di Campo San Polo "Le mani sulla città" (1963) di Francesco Rosi a 50 anni dal Leone d’oro in una nuova copia restaurata per l’occasione, in prima mondiale

La tradizionale Serata di pre-apertura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che si svolge nel centro storico della città, si conferma quest’anno in veste rinnovata. Il 27 agosto, all’Arena di Campo S. Polo, sarà proiettato il capolavoro di Francesco Rosi Le mani sulla città (1963), film vincitore del Leone d’oro 50 anni fa, in un restauro digitale a cura della Cineteca Nazionale di Roma, effettuato per l’occasione e presentato in prima mondiale.
La Serata di pre-apertura del 27 agosto della 70. Mostra del Cinema è organizzata in collaborazione con il Comune di Venezia – Circuito Cinema Comunale. La 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica avrà luogo al Lido di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre 2013, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

Le mani sulla città di Francesco Rosi (Leone d’oro alla carriera della Mostra di Venezia 2012) è un’opera fondamentale della storia del cinema italiano, un film-denuncia che racconta l’intreccio tra politica e poteri economici in una Napoli devastata dalla speculazione edilizia. Una magistrale interpretazione di Rod  Steiger, un affresco di grande potenza visiva, con una memorabile fotografia in bianco e nero di Gianni Di Venanzo, le cui sfumature saranno di nuovo apprezzabili su grande schermo.

Nel film, il crollo di un palazzo mette in luce gli intrallazzi dell’astuto imprenditore edile Edoardo Nottola (Rod Steiger), che vuole piegare ai propri fini il piano regolatore della città. Nottola aspira a diventare assessore comunale, ma con il crollo del condominio vede compromesso il suo prestigio. Così abbandona il partito di destra per il quale voleva candidarsi, passa a quello di centro e viene eletto. Nonostante le proteste dell’opposizione, Nottola diventa assessore all’edilizia e apre indisturbato nuovi cantieri.


Francesco Rosi (Napoli, 1922) si afferma come autore proprio alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1958 con La sfida, che ottiene il Premio Speciale della Giuria. In quel film, girato nel mercato ortofrutticolo di Napoli, come nel successivo I magliari (1959, premiato a San Sebastián), ambientato tra venditori di stoffe e tappeti ai limiti della legalità, è già presente quel dato cronachistico che, filtrato dalla finzione drammatica, costituisce la peculiarità del suo cinema. In Salvatore Giuliano (1961), Orso d’argento a Berlino, l’uso di materiale di repertorio caratterizza uno stile da reportage giornalistico di rara efficacia, inaugurando un nuovo tipo di cinema politico, documentato e legato alla realtà più scomoda, sempre rivolto a capire il presente anche quando parte da materiali storici.

Nel 1963 Francesco Rosi ottiene la definitiva consacrazione vincendo il Leone d’oro a Venezia con La mani sulla città. Torna alla Mostra di Venezia nel 1970 con un altro film di forte impegno civile, Uomini contro, tratto da Un anno sull’altopiano di Lussu, fornendo uno sguardo privo di retorica della prima guerra mondiale.

Il caso Mattei (1972), Palma d’oro a Cannes, segna il ritorno allo stile del reportage nella ricostruzione delle vicende del presidente dell’Eni (interpretato da Gian Maria Volonté, premiato a Cannes con una Menzione speciale), fino alla sua morte in circostanze mai chiarite, gettando una luce inquietante sulle connivenze tra potere politico e oscure trame destabilizzanti. Il successivo Lucky Luciano (1975), nuovamente con Volonté, ricostruisce gli ultimi anni di vita che il boss trascorre in Italia portando nella tomba i suoi segreti.

In seguito, per il suo alto cinema d’impegno, Rosi si rivolge spesso a testi letterari. In Cadaveri eccellenti (1976), premio David di Donatello per il miglior film e la miglior regia, tratto da Il contesto di Sciascia, si sofferma sulla spirale del terrorismo e le compromissioni del potere. Da Carlo Levi trae Cristo si è fermato a Eboli (1979), David di Donatello per il miglior film e la miglior regia, vincitore al Festival di Mosca, premiato come miglior film straniero ai Bafta, gli “Oscar” britannici. Rosi realizza quindi Tre fratelli (1981), in cui riflette sugli anni di piombo (David di Donatello per la miglior regia e per la miglior sceneggiatura con Tonino Guerra, Nastro d’argento per la miglior regia), e in seguito Carmen (1984) dall’opera di Bizet (David di Donatello per il miglior film e la miglior regia). E’ poi la volta di Cronaca di una morte annunciata (1987), tratto dall’omonimo romanzo di Márquez (in Concorso a Cannes), Dimenticare Palermo (1990), scritto con Tonino Guerra e Gore Vidal, e La tregua (1997) da Primo Levi, in Concorso a Cannes, premio David di Donatello per il miglior film e la miglior regia. In gioventù vicino agli esponenti della cultura napoletana del dopoguerra (Patroni Griffi, La Capria, Ghirelli), Francesco Rosi prima de La sfida si è formato alla scuola di Luchino Visconti, suo aiuto-regista per La terra trema, ed è quindi stato aiuto-regista di Michelangelo Antonioni e Mario Monicelli.

Nel 2012 la Mostra di Venezia ha attribuito a Francesco Rosi il Leone d’oro alla carriera.

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